venerdì, 30 giugno 2006

Ecco alcuni esempi di diffusa credulità popolare, al gioco. Ho già ricordato i due famigerati slogan: parità di sette, banco a fette; parità di sei, contro il banco non andrei.
E che ne dite di "asso e figura, morte sicura"?
Anzichè esultare per il buon exploit, c'è chi è convinto che se si batte e si vince con nove su otto sia preferibile passare il banco.
Dopo il nove caratteristico, ovvero ottenuto con un nove più una cista (diverso dal nove composto: cioè quattro più cinque, oppure sei più tre, sette più due o un asso con l'otto), si è ottenuto il risultato più brillante, si è fatto il maggiore sforzo: quindi, sarebbe prudente passare mano.
Un originale e anche esperto giocatore entrava nel casinò, se doveva affrontare una partita cruciale di chemin de fer, solo dopo essersi riempito i pantaloni, sul fondo schiena, con un pacco di giornali. In questo modo assumeva - era basso di statura - l'aspetto di una persona deforme, per l'eccessiva abbondanza dei glutei. Impossibile non notarlo. Soddisfatto per l'attenzione ottenuta per le sue rotondità, questo giocatore affrontava la partita con evidente serenità: era convinto che l'ammirazione e l'invidia di tutti gli spettatori gli favorissero la fortuna desiderata.
Il medico psichiatra Edmund Bergler ("Psychology of gambling") sostiene che tutti i giocatori sono tormentati, a volte inconsciamente, da qualche superstizione.
Per quel che mi riguarda, i tormenti sono innumerevoli. Si va dalla scelta delle cravatte all'antipatia per il colore viola, dall'idiosincrasia verso talune persone alla simpatia per oggetti, parole, comportamenti, situazioni. Per quanto riguarda gli altri, mi divertono le battute che derivano, a volte, da usanze e modi di dire vecchi di secoli.
Dal gioco degli occhi e bocche, in voga in Italia nel 1690, e per il quale erano utilizzati tre dadi, ho tratto alcune affermazioni, in voga ancora oggi:

- occhio azzurro guarda modesto, tira quattrini;
- bocca storta, non pagare;
- occhi belli, tirate tutti;
- bocca dentona, va’ a mangiar se ne trovi;
- occhio nero, tira e sta’ savio;
- bocca sul sodo, tira con ragione;
- bocca sdentata, paga presto;
- bocca bella, tira la metà;
- bocca labbrona, taci e paga;
- bocca stretta, taci che sempre vincerai;
- bocchino bello, tira un sol quattrino;
- occhio sgarbellato, paga;
- boccacchia, paga paga;
- occhio stervellone, guarda il fatto tuo;
- occhio lagrimino, non stare al fuoco e paga un sol quattrino;
- occhio modesto, mantienti tale e tira;
- bocca ridente, ridi e canta e sei esente;
- occhio furbetto, pagherai un quattrinetto;
- occhio sonnacchioso, paga e va’ al riposo;
- occhio pronto, guarda di non cadere.

Come si vede, questi detti - come tanti altri - non sono di facilissima interpretazione. Meglio così, se è vero che ciascuno di noi, in fondo, nella vita, e in particolare nel gioco e nell'amore, crede quello che vuole credere.

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postato da: cesarelanza alle ore 08:37 | Permalink | commenti
categoria:011 - credulita popolare