Il più affermato professionista italiano è il romano Fabrizio Principato, leader della Gambler Services, ora collaboratore del Casinò di Venezia. Da molti anni svolge un'attività senza macchia, dal Nevada all'Africa, dalle crociere alle grandi case da gioco francesi. "La vicenda di Marrakesh non mi sorprende," dice "ma per gli appassionati di gioco e di turismo le cautele sono semplici: bisogna scegliere le case da gioco con grandi tradizioni, che hanno interesse, anche al di là di ogni obbligo etico, a giocare pulito; se possibile, munirsi di un agente attento e informato". E godere di una sostanziale differenza: a Marrakesh, dove si barava, si era obbligati a perdere la camicia; altrove, il giocatore-invitato ha una vacanza gratis e, se ha fortuna, può anche vincere.
Per quanto riguarda lo chemin de fer e il poker, è notorio che in una bisca malfamata le carte possano essere segnate direttamente dalla tipografia, su commissione dei bari; o, via via durante il gioco, da bari professionisti. So bene che la maggior parte dei lettori sorriderà con incredulità. E incredulo ero anch'io, prima di aver verificato, con i miei occhi.
Quando ero molto giovane, all'inizio della mia carriera giornalistica, dovetti occuparmi una volta (con somma delizia, potete immaginare) del gioco d'azzardo e fui messo in contatto con due bari, che per divertimento decisero di improvvisare un'esibizione di fronte a un novellino, qual ero io. Ebbene, in una sola mezz'ora, giocando a poker, quei due eccellenti professionisti riuscirono a segnare con minuscoli colpi d'unghia quasi tutte le carte, che io stesso avevo acquistato, per essere sicuro della loro verginità. A questo vantaggio, cioè la facilità di leggere le carte altrui, aggiungete una notevole abilità esibita nel servirsi le carte che volevano, e immaginate che pacchia, per i due bari, poter giocare con avversari corretti e fiduciosi.
In qualsiasi gioco, e dunque anche per lo chemin de fer, le carte possono essere segnate con un inchiostro particolare e lette con lenti a contatto particolarmente sensibili. Il dorso della carta segnata non rivela alcuna differenza rispetto a una carta non segnata. Uno scrittore che si firma Anonimo, autore di un interessante libretto ("I segreti dei grandi bari") afferma che questa operazione può essere fatta solo su carte con dorso rosso e indica due metodi di difesa. Il primo consiste nell'utilizzare una carta di caramella, trasparente e rossa (ottima la "Rossana" della Perugina, scrive spiritosamente), come filtro per osservare il dorso delle carte sospettate. Se le carte sono state lavorate, il segno risulterà evidente. Il secondo consiglio è quello di osservare con attenzione gli occhi degli avversari: le lenti a contatto sono spesso di fattura artigianale e provocano arrossamenti e lacrimazioni sospette. L'Anonimo ricorda che il modello 155 delle carte Modiano, avendo il bordo graficamente elaborato, si presta alla lettura del dorso pur senza essere truccate. Per questi motivi i giocatori professionisti preferiscono giocare con carte dal bordo bianco.
Attenzione inoltre agli specchi. Il baro può sfruttarli per qualsiasi tipo di gioco di carte. Lo scopo, ovviamente, è vedere le carte dell'avversario. Oggetti molto sospetti sono quelli dei fumatori: accendisigari, portasigarette, bocchini di metallo, pacchetti di sigarette con carta stagnola interna lucida e non zigrinata. E poi anelli, orologi. Se c'è un complice, ben piazzato alle spalle di chi gioca di punta, e i bari sono abili, il pericolo è alto. Attenzione a chi è incerottato, scrive lo scafatissimo Anonimo: anche un piccolo cerottino può nascondere un micidiale specchietto. Ma anche senza il pericolo degli specchi, una buona raccomandazione, quando si gioca di punta, è di non far vedere a nessuno le proprie carte.
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