lunedì, 31 luglio 2006

Mi capita spesso di dire, e di scrivere, che la roulette è il gioco, tra tutti, più onesto: nella puntata classica, su un numero, hai una probabilità su trentasette e il banco paga trentacinque volte, oltre alla puntata. Uno straordinario rapporto tra le probabilità di vincere e l'entità dell'incasso. Ma davvero in nessun altro gioco esistono condizioni migliori? No, ce n'è uno, delizioso e raffinato, il trente et quarante. Molti lo trovano complicato. Invece, è elementare. Un mio caro amico genovese, Giovanni, è un campione: riesce spesso a vincere somme importanti. Le qualità essenziali sono l'intuito e il coraggio. E, proprio così, una capacità di cogliere armonie ed equilibri.
É un gioco molto antico, affermatosi in Francia. Un'incisione ci mostra, ad esempio, intenti al gioco i nobili francesi, tra cui il duca di Berry, nipote di Luigi XIV: Anche Giacomo Casanova nelle sue memorie ne parla spesso. I giocatori possono puntare sul rosso o sul nero, sul colore o sull'inverso. Il croupier estrae le carte, che valgono per tutte le puntate: due file di carte; la prima fila rappresenta il nero, la seconda rappresenta il rosso. E' decisiva la somma dei punti delle carte. Ma, prima di spiegare le regole, fermiamoci un momento. Nei casinò le operazioni del croupier, i conteggi sono velocissimi: a Saint Vincent ad esempio il gioco procede rapido; a Montecarlo è lento e solenne. I curiosi sono tenuti lontani proprio da quest'aspetto: sia a Saint Vincent (record di velocità) sia a Montecarlo (record di lentezza) il gioco è troppo rapido, sembra incomprensibile. Difficile, per loro, seguirne gli sviluppi.
I veri giocatori si dividono in due categorie. Ci sono quelli che preferiscono un ritmo lento: sia per gustarsi, come si dice, la carta, come fanno col fumo i fumatori di pipa o di sigari, sia per avere il tempo - come vedremo - di studiare armonie ed equilibri. Ma ci sono anche quelli, forse i più esperti, gli accaniti, che preferiscono il gioco rapido: così possono giocare più a lungo e disporre di maggiori opportunità. Non hanno bisogno di riflettere, se ne infischiano di assaporare il piacere del gioco; preferiscono giocare a lungo. Lentezza e rapidità non sono casuali. In parte sono determinate dalle abitudini dei croupier, a Montecarlo alcuni anziani impiegati sono figuire ormai istituzionali, assomigliano per la sacralità dei gesti a vecchi commessi del Parlamento, se non addirittura a chirurghi impegnati al tavolo operatorio. In parte, la lentezza (o la rapidità) corrisponde all'indirizzo, allo stile stabilito dalla casa da gioco. Trente et quarante prevede un vantaggio molto basso per il banco: nella maggior parte dei casinò neanche si gioca. Le case da gioco che lo propongono, per precauzione, tengono aperti i tavoli solo per qualche ora. In alcuni casi, la direzione preferisce rallentare ulteriormente; in altre, velocizzare, proprio allo scopo di impedire ai giocatori di raccogliere le idee.

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postato da: cesarelanza alle ore 08:49 | Permalink | commenti
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