Ma torniamo alle regole, assai semplici. Si somma il punteggio nella prima fila delle carte, che corrisponde al nero, e nella seconda, che corrisponde al rosso.
Il croupier si ferma, per ciascuna fila, appena si supera quota 30. Vince la fila che ha il numero più basso, al di là di quota 30, determinando un numero evidentemente compreso fra 31 e 40. Ogni carta ha il valore del suo punto, dunque l'asso vale un punto, il due due punti, il tre tre punti e così via; tutte le figure valgono dieci punti.
Facciamo allora un esempio. Ipotizziamo questa prima fila: una figura, un cinque, una figura, un quattro, un tre; qui il croupier si ferma perchè abbiamo superato quota 30, il totale (avete contato?) fa 32. Seconda fila: due figure, un cinque, un due, un'altra figura. Totale, 37. Vince il nero, perde il rosso: la prima fila, infatti, quella che rappresenta il colore nero, ha un punteggio, 32, più basso di quello della seconda fila, 37, che rappresenta il rosso. E' chiaro? Consentitemi: elementare.
Il trente et quarante è un gioco elitario, non è popolarissimo. Un'élite che butta via i soldi per scommettere su quale fila ci sarà il punteggio più basso? Sembra assurdo. Ma mi permetto di ricordare che anche a chemin de fer i giocatori puntano sulla carta più alta, sfidandosi tra di loro, mentre a trente et quarante la sfida è rivolta contro il banco. E quante scommesse si fanno, anche per decisioni private, una vacanza, un flirt, buttando in aria una moneta e scommettendo sul dilemma più classico: ci vado o non ci vado, testa o croce?
La seconda e ultima puntata possibile è ancor più raffinatamente azzardosa. Si può puntare sul colore o sull'inverso. Che cosa significa? E chi vince?
Tutto dipende dal colore della prima carta della prima fila. Se è una carta di colore rosso e alla fine vince la seconda, cioè il rosso, tra colore e inverso avrà vinto il colore; se invece la prima carta è rossa e alla fine vince la prima fila, cioè il nero, tra colore e inverso avrà vinto l'inverso. É chiaro? Consentitemi, elementare. La stessa cosa, evidentemente, succede con il nero. Ad esempio: prima carta nera e vittoria finale del rosso. Domanda: che cosa succede, chi vince tra colore e inverso?
Prima carta nera, vittoria finale al rosso. É semplice: vince l'inverso!
Altri esempi. Prima carta nera, vittoria del nero; vince il colore. Prima carta rossa, vittoria del rosso: vince il colore. Prima carta nera, vittoria del rosso: vince l'inverso. Prima carta rossa, vittoria del nero: vince ancora l'inverso. Non ci sono altre possibilità. Per divertente consuetudine il croupier, nell'annunciare il punto e la vittoria, non pronuncia mai la parole "nero" e "inverso". Nell'annuncio si parla sempre di rosso e colore, che vincono o perdono.
Quale può essere l'abilità del giocatore? - si chiederà qualche lettore, con scetticismo, a questo punto. Che cosa significa quell'accenno alle armonie e agli equilibri?
Ebbene, vi ho già detto che si può giocare solo su due chances: rosso o nero, colore o inverso. Il giocatore accanito, il giocatore professionista di trente et quarante insegue il cosiddetto filotto, cioè una sequenza di uguale segno. Come è facile osservare in qualsiasi casa da gioco, tutti i giocatori di trente et quarante lottano per prenotare un posto al tavolo e, armati di penna e carta, segnano le uscite di rosso o nero, e di colore o inverso, per tenerne conto scrupolosamente.
Queste annotazioni sono essenziali. Perchè?
Il ragionamento dei giocatori è assai semplice. Le uscite maggiormente desiderate dal giocatore di trente et quarante sono quelle, si dice in gergo, di un filotto: rosso (oppure nero, colore, inverso), rosso, rosso, tantissime volte rosso. O nero nero nero nero, e così via. Quando il buon giocatore si accorge di essere "entrato" in un filotto, tutto dipende dal suo sangue freddo e dal suo coraggio: dovrebbe puntare forte, fortissimo; se se la sente, al raddoppio. L'intuito è fondamentale. E qui entrano in gioco i concetti di armonia e di equilibrio. Esce - poniamo il caso - tre volte di seguito il rosso, il giocatore pensa che si stia aprendo un filotto e comincia a puntare forte; ed ecco che beffardamente al quarto colpo esce il nero, e la sequenza si interrompe subito. Un buon metodo può essere quello di aumentare progressivamente le puntate, ma con raziocinio, gradualmente, per evitare (caricando, come si dice, troppo) il rischio di perdere tutto, al primo colpo sfortunato. Però, guai se esplode un filotto, dieci colpi - e anche più, succede non di rado - di rosso (o di nero, di colore, di inverso) e non riuscire a sfruttare questa magnifica opportunità, con il necessario coraggio.
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