venerdì, 04 agosto 2006

Prima è necessario l'intuito, poi il coraggio. Ne avete a disposizione? Mi rendo conto che sembrano argomenti presentati in modo allettante: si va al casinò, ci si siede al tavolo di trente et quarante (occhio alla prenotazione!), si prendono appunti, si gioca, si punta, si vince.

In realtà, le difficoltà sono notevoli.
Intuire il filotto non è facile. E aggredirlo con puntate forti, ma proporzionate, non è da tutti. E poi la sequenza dei numeri in uscita può essere assai complicata, di difficile interpretazione. Un'altra sequenza ghiotta per i giocatori coraggiosi si chiama ad intermittenza: rosso, nero, rosso, nero, rosso... e così via; o anche, naturalmente, colore, inverso, colore, inverso, colore... Nient'altro che un filottomcome gli altri possibili, ma determinato dalle intermiettenze. Il problema è avere la prontezza di riflessi per intuire l'intermittenza, subito; può durare anche venti, trenta colpi, ma raramente supera i sei, gli otto, al massimo i dieci colpi. Quindi, bisogna capire e avventarsi, prima che l'attimo fuggente passi. Abbiamo detto che il gioco è comunque veloce, presumo anche allo scopo di mettere in difficoltà i giocatori, non lasciargli il tempo di riflettere. Il croupier scopre velocemente le carte. Sembra facile. Ma non ti basta la fortuna. Devi essere rapido di riflessi, decidere, puntare, osare; o avere il coraggio di non puntare, restare sulla difensiva. Esce rosso, poi nero, poi rosso; tac, al colpo successivo vai sul nero, e se esce il nero incassi e ti butti sul rosso e così via, finchè dura. Questo addestramento - utile per la vita d'ogni giorno - a prendere decisioni rapide e coraggiose, e comunque sagge, è uno dei motivi per cui sostengo che i giochi d'azzardo dovrebbero essere insegnati a scuola.
Qualcuno - ma sì, con sarcasmo - starà pensando: ma allora si vince sempre?
Rispondo così: il mio amico genovese Giovanni, filosofo e politico, e soprattutto giocatore, vince quasi sempre, a trente et quarante, dopo anni di esercizio. Il banco rischia molto e paga la puntata alla pari. Un buon giocatore di trente et quarante, di fronte a filotti o sequenze facilmente decifrabili, vince certamente; e vince forte.

E quali sono le insidie? Senza alcun dubbio, le intermittenze "impure". Un esempio di intermittenze impure: rosso, nero, nero, rosso, nero, rosso, rosso, rosso, nero, nero, rosso, nero... Ogni buon giocatore ci perde la testa. E rischia di perdere forte perchè si avventa, appena possibile, su un'ipotesi di filotto. Ma il giocatore anziano e sensibile sa difendersi, cerca altre strade: molti giocatori di trente et quarante, oltre a segnare le uscite, disegnano strani e complicati ghirigori. Inseguono, dicevo, l'armonia. Capire l'armonia al trente et quarante è come capire la musica; o hai l'orecchio musicale o non ce l'hai. E' un'arte: come capire l'amore, capire la poesia, le scienze.

© Cesare Lanza. Tutti i diritti riservati. È vietata la riproduzione anche parziale.

postato da: cesarelanza alle ore 08:28 | Permalink | commenti
categoria:026 - intuire il filotto