Un appuntamento con una sconfitta definitiva e terribile, invece, è sempre possibile. Se non ci fosse questa possibilità, forse il gioco perderebbe ogni fascino, per gli accaniti. Come ho già scritto, iIl giocatore accanito sa e teme di essere uno che, all'occasione, va fino in fondo. Se la sorte gli riserva la partita finale, andrà fino in fondo. Potrà vincere. Potrà perdere. Ma non si ritirerà. E, se perderà, uscirà distrutto: la partita finale è una partita all'ultimo sangue, per il giocatore.
Non si diventa un giocatore accanito in un giorno e neanche in un mese o in un anno. Ci vuole molto tempo, prima di capire in profondità il gioco, e c'è chi non arriva a capirlo mai; oppure succede di credere di averlo capito, il gioco, ed è questa un'insidia ancor più micidiale, una fase molto pericolosa. Poi, un giorno, ti accorgi che il gioco non ha più tanti segreti, per quanto riguarda i comportamenti, le opportunità, la fortuna, la sfortuna, le situazioni possibili. Resta il mistero insondabile della sfida contro le probabilità contrarie. Ti batti avendo a sfavore il calcolo delle probabilità, è una battaglia impari: però, a poco a poco, ti accorgi che è una battaglia cosciente; sei cosciente di tutte le insidie e di tutta la forza della tua grande avversaria, la fortuna, conosci la sua immensa e devastante capacità. E hai scoperto anche il suo punto debole. (Non meravigliatevi più, anche la fortuna ha un punto debole, vedremo perché). E soprattutto conosci te stesso, ti accetti.Sai quali sono i tuoi difetti, la tua abilità, le tue debolezze; sai quanto vali. Se sei arrivato a questo punto, puoi considerarti un giocatore esperto, un accanito: utilizzerai al meglio la buona sorte e limiterai al massimo i danni della cattiva sorte. Le probabilità di vincere sono diventate superiori a quelle di perdere. L'unico rischio è quella che io chiamo la partita finale.
Per molti lettori, sarà davvero difficile credere che al gioco d'azzardo si possa pensare, ragionevolmente, di vincere. Eppure è così. Vogliamo spiegare, dopo averci girato tanto intorno, perchè? Il segreto sta nella condotta di gioco. Se sei un giocatore vero, quando perdi, perdi il minimo; quando vinci, vinci il massimo possibile. Vi sarà difficile prendere sul serio quello che scrivo, se avete in mente l'immagine del giocatore che si avvicina a un tavolo per divertimento e butta al vento, più o meno stupidamente, i suoi soldi; oppure il giocatore che qualche volta vince, anche grosse somme di denaro, e poi a poco a poco rigioca tutto, senza capire, alla fine, perchè i suoi soldi siano spariti. Ma i comportamenti sono assai diversi, per il giocatore esperto. Tra un giocatore qualsiasi, che gioca la sua sciocca partita, e un giocatore accanito, che gioca la sua accorta partita, in un certo modo c'è la stessa differenza che passa tra una scazzottata in libertà per strada, senza regole, e un autentico incontro di pugilato. In una scazzottata che si accende per strada puoi rimetterci i connotati, puoi essere massacrato di botte senza neanche aver previsto che la lotta potesse risultare aspra, violenta: non conosci nè la tua forza nè quella dell'avversario, prendi e incassi calci e pugni e schiaffi, come capita. Puoi anche vincere. Ma è più probabile che tu ne esca a pezzi. Un pugile professionista sul ring sa come amministrarsi, sa quando affondare i colpi e quando stare sulla difensiva: conosce le sue possibilità, ha studiato le caratteristiche del suo avversario, ha preparato un piano, cerca di intuire e prevenire le sue mosse. La metafora è convincente? Chi fa una scazzottata per strada è simile a un giocatore dilettante di azzardo: dal match può uscire massacrato, insanguinato, rovinato; è assai improbabile che resti finito, ucciso. In una scazzottata non lasci la pelle. Sul ring può succedere; è successo molte volte. Il pugile professionista, come il giocatore professionista, vince o perde, lascia e porta i segni di un combattimento duro: di norma, prevede ciò che potrebbe accadergli. Però, sa che sul ring può anche essere in agguato un appuntamento definitivo, mortale.
© Cesare Lanza. Tutti i diritti riservati. È vietata la riproduzione anche parziale.
categoria:029 - appuntamento con la sconfi
