Ma quando, e come, cioè in quali condizioni, in quale situazione il giocatore dovrà rischiare tutto? Questo è il punto. Giocarsi tutto? Che cosa significa, giocarsi tutto? "Mi gioco tutto", diceva Enzo a poker, al momento del suo rilancio totale, e noi intimoriti passavamo. Era indecifrabile. Se qualcuno andava a vedere il rilancio, sbatteva la faccia contro un punto superiore. Se passavamo - quasi sempre passavamo - su nostra richiesta acconsentiva a mostrarci le carte, ed era in bluff. Tutti i giocatori di poker, quando rilanciano fino al limite dei soldi che hanno davanti, dicono: "I miei resti". Questa è l'espressione classica, rituale. Enzo no, diceva: "Mi gioco tutto", e sentivamo che in quelle poche parole, che ci scagliava addosso come una frustata, c'era una determinazione totale. Non era in gioco il piatto. Sarebbe stato pronto a giocarsi lo stipendio, la casa, gli affetti, la vita. Quel tono di voce conteneva un messaggio: sono più forte. Passavamo. Ma se gli chiedevamo per cortesia di girare le carte, si scopriva che era in bluff. Ma, su quel bluff, Enzo con un tono di voce inesorabile aveva messo in gioco non solo la reputazione di pokerista, ma anche la sua vita. Potevamo andare a vedere il rilancio di un giocatore che mette in gioco la sua vita?
Quando arriva il momento di giocarsi tutto? Questa è la domanda che un giocatore cosciente porta sempre con sè, forse per tutta la vita. Come nel "Deserto dei Tartari", la stupenda metafora di Dino Buzzati, l'occasione di battersi non arriva mai. Un brivido, quasi sempre resta solo un brivido. L'appuntamento non arriva: il giocatore può invecchiare, come i soldati di Buzzati, intristirsi, incupirsi nell'attesa; può vivacchiare, perdere e vincere senza gloria, vincere trionfalmente, perdere amaramente. Il momento della partita finale, per i più e per fortuna, non arriva mai. Tuttavia ti senti addosso l'eventualità. Questo sangue pronto a esplodere nelle vene fa parte della tua identità. Sei diverso, sei appeso a un filo, scherzi con la vita sporgendoti dall'ultimo piano di un grattacielo. Probabilmente il salto non ci sarà mai. L'ora della sfida non arriva. Se arriva, il buon giocatore non sarà mai un disertore: è pronto a scendere in campo.
Bene. Per quanto riguarda il poker, ci sono ormai scarse probabilità per me di arrivare a un appuntamento definitivo. Come ho già scritto, ho abbandonato questo gioco: per puro divertimento partecipavo qualche anno fa a una partitina, al martedi sera, in casa di Fabrizio Balsamo. E' un collezionista di animali esotici, l'unico vero rischio è di trovarsi tra le carte uno degli splendidi pitoni che alleva, più o meno in libertà, o un serpentello a sonagli nel piatto degli spaghetti preparati dalla sua deliziosa Gloria.
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