mercoledì, 25 ottobre 2006

Era affascinato, gli piaceva l'ambiente. Si divertiva ad osservare le smorfie e le emozioni dei giocatori, fumando la pipa, assorto, elegante, educato, contemplativo, simile a un personaggio del suo idolo Proust, di cui è un apprezzato studioso. Quella volta, a Chamonix, forse sarebbe bastata una piccola spintarella e Andrea si sarebbe buttato, almeno per provare il brivido di una puntata. Ma quella spintarella, protettivamente, non gliel'ho data.
Quanto a Marco, era inespugnabile. Vent'anni fa, a volte, mi teneva compagnia al Playboy club di Londra, quando andavo in Inghilterra per vacanza o per lavoro ed ero ospite nella sua bella casa a Chelsea, di fronte ai magazzini Harrod's. Anzi, fu proprio lui - era tenerissimo, in queste delicatezze - a farmi ottenere la tessera di socio del club, conoscendo la mia vocazione. Quanto al Playboy, credo che ci venisse per farmi compagnia, l'ambiente certo era divertente, caratterizzato dalle conigliette a seni nudi. Ma il gioco d'azzardo lo annoiava. Restava a lungo in piedi, immobile, accanto alla roulette, mentre la coniglietta tirava il colpo: osservava imbronciato, pensando chissà a cosa. Forse tentava di trarre conclusioni razionali, dal mistero del cilindro e della pallina impazzita. Poi se ne andava, raccomandandomi prudenza.
Ma torniamo a Renato. E' un conquistatore di simpatie. Vi conquisterebbe, se lo conosceste. Seduce tutti. Ho già detto che sui problemi futili e spericolati, è la persona più opportuna da consultare. Un intrigo di donne, di affari, un rischio, una tentazione? Occorre il parere di un giocatore. A chi mi rivolgo? Se parlerò di pericoli con qualcuno, sarà con Renato e solo con lui. Mi darà una risposta folle, una battuta; mi farà capire che niente, salvo pochi essenziali valori di cui non parla volentieri per paura di piombare nella retorica, vale la pena di essere preso molto sul serio.
Anche fisicamente, Renato è un personaggio accattivante. Forte, muscoloso, sempre in forma, nonostante sia di una decina d'anni più anziano di me. Renato difende la sua privacy, non si concede mai del tutto, difende le sue mura, questa è una delle sue straordinarie qualità. Non so quasi nulla della sua vita privata; non sono mai entrato a casa sua. Eppure, è nel gruppo dei miei amici più cari. Abbiamo lavorato insieme nei giornali e abbiamo giocato, vinto e perso, per un lungo pezzo della nostra vita. E' un giocatore folle, mette nel gioco l'estro inarrestabile che nel ballo distingue un grande ballerino: è un artista, d'istinto, nel sangue. Disprezza il denaro, non lo difende. E quindi alla fine perde, anche se a lungo ha vinto. Gioca per il piacere di giocare. Sappiamo che questo è uno dei difetti fondamentali di un giocatore.

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postato da: cesarelanza alle ore 06:55 | Permalink | commenti
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