Bisogna seguire allora un altro ragionamento. I sistemi vincenti non esistono. Sono panzane. Oppure sono inapplicabili. Oppure si fondano sul concorso fondamentale della fortuna, che purtroppo non è programmabile.
Il giocatore intenzionato a seguire fedelmente e ciecamente un sistema indicato come vincente, ha ottime probabilità di rovinarsi entro breve tempo. E' successo molte volte. State alla larga dai sistemi, date retta al vecchio Cesare. Giocate liberamente alla roulette come preferite, senza complessi di sorta: fate le puntate che preferite, giocate sui settori se volete, oppure inseguite il numero in pieno con i cavalli, meglio ancora con i carré. Una puntata vale l'altra, i numeri sono affascinanti, ma le dozzine, le sestine, le chances semplici non vi risulteranno certo meno attraenti, se ci puntate sopra un bel po' di gettoni e riuscirete a vincere. Vi darò qualche consiglio, ma una puntata - credetemi - vale l'altra. Il discorso centrale è un altro.
Il punto centrale è che ogni giorno si gioca d'azzardo assai più pericolosamente che in un casinò. Tutti si battono contro rischi continui. Pensateci un attimo: il gioco d'azzardo in un casinò è una metafora della vita. Possiamo affermare con certezza che i rischi da affrontare nella vita sono assai più gravi rispetto alla possibilità di perdere centomila lire, o anche qualche milione, in un casinò. Fare un figlio, ammettiamolo, è più rischioso che buttare un gettone sul rosso o anche su un numero in pieno, mentre la pallina gira. Fare un figlio, sposarsi, fidanzarsi, salire su un'automobile, su un aereo, aprire un'attività commerciale. Via di questo passo, potremmo fare mille esempi banali. Il concetto è chiaro? Ad ogni episodio della nostra vita, ad ogni scelta grande o piccola corrisponde un rischio. Entrare in un ristorante, per non dire in un ospedale. Bere una bibita ghiacciata, frequentare un bar, prendere il metrò, andare allo stadio nella curva sud o nord, partecipare a una gara sportiva, farsi intervistare da un giornalista, acquistare una casa, un cane. Per non dire delle operazioni (giustamente definiti giochi) in Borsa. A tutto corrisponde un rischio. Il pericolo può essere dovunque. Timori psicopatici? Direi di no. La vita di ogni giorno ci espone a insidie d'ogni genere. E la maggior parte di noi neanche si rende conto dei pericoli a cui ogni momento, inconsapevolmente e spesso gioiosamente, si espone.
Ma se i rischi sono tanto numerosi, che motivo c'è di affrontarne altri,
e giocare d'azzardo? Ecco una obiezione immediata, rivoltami una volta da Rita Dalla Chiesa, assolutamente contraria al gioco d'azzardo, una delle tante volte che mi ha invitato a Canale 5, a partecipare ai suoi programmi, come esperto di gioco. Con molta diffidenza, questa brava e bella presentatrice ha ascoltato le mie spiegazioni.
In primo luogo, anche se raramente lo è, il gioco dovrebbe essere un piacere, cui dedicarsi con intelligenza e misura. Ma è anche un addestramento.
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