Vorrei per prima per prima cosa convincervi che la roulette è nobile e onesta. L'analisi è semplice. Certamente conoscete almeno la puntata più popolare, che si ingaggia alla roulette, preceduta dal fatidico grido del croupier: messieurs, faites vos jeux! Signori, fate il vostro gioco. Place your bets. Hagan juego! Mentre il croupier ci frastorna come un imbonitore al mercato, e tutti i giocatori si precipitano febbrilmente a puntare (sudati, agitati, esitanti, timidi, prepotenti, accattivanti, sprezzanti che siano: tutti sembrano certi della loro scelta, nessuna forza al mondo potrebbe impedirgli di puntare), piazzando gettoni sul tappeto verde come se avessero avuto un'informazione divina, chi si ricorda più che la partita ha un'impostazione fondamentale e immutabile? I numeri della roulette sono trentasette: da zero a trentasei. Puntate su un numero, la pallina gira. Rien ne va plus! Se il vostro numero esce, il croupier vi pagherà trentacinque volte la posta, più il gettone che resta puntato sul tavolo (ma se volete, potete ritirarlo). Dunque - anche se non ve lo ricordate più, e in quei momenti, con la certezza che il vostro numero è quello giusto, sareste ormai pronti ad affrontare un rischio superiore - avete una probabilità su trentasette, di vincere; e se vincete, il banco vi paga trentasei volte.
Ebbene, vi annoierò il meno possibile con cifre, statistiche, calcoli matematici. Non c'è bisogno, infatti, di far ricorso alla matematica per tenere a mente un ragionamento assai semplice: sapete bene che questa vincita è una enormità, a confronto con le ruberie perpetrate (nel rapporto vincita/probabilità) al totocalcio, al lotto, ai cavalli, alle lotterie di capodanno. Non ci sono altri giochi d'azzardo che paghino quote così alte. Pur tenendo conto che, nella realtà, la vincita è di fatto inferiore a quella prevista dalle regole. Perché? Se azzeccate un numero giocato "in pieno" alla roulette, lasciare al croupier un gettone di mancia è ormai un obbligo consolidato dalla buona educazione e dalle abitudini generali. E probabilmente anche voi, come quasi tutti, per cabala, non ritirerete il gettone puntato sul tavolo, che pure è di vostra proprietà. Quindi la vincita, di fatto, scende da trentasei a trentaquattro gettoni: su trentasette, ripeto, possibilità. Se volete, potete sfrontatamente evitare di dare la mancia, anche se il croupier, più sfrontatamente di voi, appena capirà la vostra intenzione, la reclamerà, picchiettando col rastrello sul panno verde mentre vi allunga i gettoni e ripetendo ad alta voce la cifra che avete vinto. E potete anche ritirare il gettone puntato; così come potete, lasciandolo, anche sperare nella ripetizione, evento raro ma non certo impossibile, del numero vinto.
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