É una scelta, l'assunzione di un rischio: il mio consiglio è di lasciare il gettone sul tavolo, meglio un gettone perduto che il rimorso di aver rinunciato a una nuova vincita, in caso di ripetizione, per un gesto di avarizia. E già che ci siamo, vi consiglio di evitare - se ci riuscite - la roulette americana.
Gli americani, credendosi inguaribili innovatori, hanno inventato una roulette meno conveniente per il giocatore, aggiungendo alla casella con lo zero, dalla parte opposta, un'altra casella con il doppio zero. Con questo trucchetto, lasciando invariati i pagamenti, la chance per il giocatore si abbassa: una su trentotto numeri.
Probabilmente, gli americani sono convinti di aver inventato quella che,in gergo, si dice "una drittata". In realtà, la roulette esisteva, anzi probabilmente è nata con il doppio zero: fu quel nostro vecchio amico, che abbiamo già citato, monsieur Francois Blanc, ad abolire il doppio zero, per aumentare le probabilità del giocatore, al momento di lanciare - un secolo fa - il casinò di Bad Homburg. Che motivo avete di giocare alla roulette americana, se è presente in sala anche la roulette francese? L'handicap americano è pesante. Ad esempio, se escono il doppio zero o lo zero, le puntate sulle chances semplici (rosso e nero, pari e dispari, manque e passe) vanno al banco; nella roulette francese, restano "in prigione" per una puntata, oppure dimezzate, a scelta, della metà. La differenza è notevole: eppure, quante volte mi è capitato di osservare, all'interno di un casinò, che i tavoli di roulette americana fossero affollatissimi, e quelli di roulette francese deserti! La spiegazione è che ai tavoli della roulette americana i tiri del croupier sono più rapidi e coinvolgenti, e che si accettano puntate molto basse, di solito. Vale la pena, tuttavia, di farsi carico di un handicap tanto pesante?
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