lunedì, 13 novembre 2006

Abbiamo dunque stabilito facilmente che la roulette è un gioco molto onesto, in confronto con gli altri. Un po' più ardua è la dimostrazione, in poche parole, di quanto nobile e generoso sia, come avversario. Ma ci proverò. Ecco il punto: nessun altro avversario, nel gioco e nella vita, vi darà mai lo stesso vantaggio straordinario, che vi accorda la roulette. Questa è la nobiltà generosa della divina macchina: nella partita alla quale voi la sfidate la roulette si fa colpire tutte le volte che voi riuscite a colpirla, non scappa, non fugge. Al contrario voi non sarete colpiti, o abbattuti, a meno che non vogliate liberamente esporvi ai suoi colpi.
Non sono stato chiaro? Proviamo allora ad immaginare un incontro di pugilato con uno dei due contendenti, il vostro avversario, che sia obbligato per regolamento a comportarsi a questo modo: quando voi lo colpite, e addirittura se lo massacrate di pugni, egli non può far nulla per smettere; il combattimento può durare a lungo, voi potete scaricargli addosso un pugno da kappaò dietro l'altro, e tuttavia egli ha l'obbligo di continuare, comunque, a combattere. Quando invece è in forma lui, il vostro avversario, al primo pugno che subite, o anche alla prima ruvida carezza, nessuno vi impedisce, se lo volete, persino senza alzare la mano, senza gettare la spugna, senza salutare, senza essere fischiato dal pubblico, senza essere inseguito, nessuno vi impedisce di sospendere il match, e di allontanarvi silenziosamente dal ring, alla chetichella. Per non tornare più, se così vi piace. O per tornare quando vi sentirete in miglior salute (con le stesse regole di prima); e, se vorrete, nuovamente fuggire, e poi tornare, e fuggire, colpire, schivare, fuggire, tornare.
Quell'avversario è la roulette, e io in questo momento vi sto svelando, l'unico reale segreto, che possa permettervi di vincere. Vi indico un comportamento, un metodo di gioco: non certo un sistema perchè un sistema unto dal Signore non esiste, ficchiamocelo bene in testa ancora una volta. Ma il comportamento vincente, quello sì, esiste; e dipende da voi.

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postato da: cesarelanza alle ore 07:20 | Permalink | commenti
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