venerdì, 24 novembre 2006

Succede spesso di vedere all'opera giocatori di questo temperamento? Direi proprio di no. Quasi tutti i giocatori di roulette si comportano esattamente nel modo opposto. Ci sono giocatori che non conoscono neanche approssimativamente il gioco, puntano sconsideratamente come capita, hanno sentito parlare di una ruota che gira e di una pallina che va a cadere sui numeri, da zero a trentasei; e via. Non sanno neanche che la ruota gira in un senso e la pallina è scagliata dal croupier nella direzione opposta. Puntano, vincono, perdono indifferentemente; non si rendono conto di ciò che succede.
Ogni giocatore deve seguire il suo istinto, puntare liberamente, scegliere la puntata che preferisce. E così siamo arrivati al nodo del mio elogio della roulette. Il problema non è la puntata scelta dal giocatore. Il problema vero è il denaro che ci metti sopra, l'entità della puntata quando perdi e l'entità della puntata quando vinci. Il segreto del buon giocatore, in sintesi, è semplice: in disdetta devi puntare pochissimo, in fortuna devi essere pronto a giocare tutta la vincita.
Ci sono giocatori fortunatissimi, che non capiscono la loro fortuna, perdono molti soldi e alla fine della partita si lamentano pure. Gli esempi sono numerosi. Ho visto giocatori di questo basso livello prendere alla roulette tre, quattro, anche cinque numeri in pieno, di fila. Una fortuna sfacciata. Accumulano un bel gruzzoletto, per disperderlo nelle successive ore di gioco. Soprattutto, nel momento della fortuna, non riescono a utilizzare la buona sorte. Bastano due buoni colpi di fila, per vincere in modo clamoroso. Occorrono intuito e coraggio. Bastano ventimila lire, di partenza. Quanti giocatori ho visto puntare un solo gettone, in un momento di fortuna, e vincere: spesso non capiscono neanche la fortuna che gli è toccata.

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postato da: cesarelanza alle ore 06:54 | Permalink | commenti
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