Soldati accende, almeno nei lettori simili a me, una forte curiosità sulla personalità del grande attore napoletano, anche per quanto si riferisce alla sua sconosciuta identità di giocatore. Ma, purtroppo, concede a questa curiosità pochi altri ragguagli. E' la storia d'amore, il centro del racconto. "Passata la compagnia, in dicembre, a Torino, De Filippo continuò con la stessa musica. Per andare a Saint Vincent in macchina ci metteva soltanto un'ora. Ma quel casinò, più piccolo di Sanremo, quell'ambiente chiuso e provinciale dove tutti lo riconoscevano, gli chiedevano autografi, insistevano per offrirgli liquori o per invitarlo a cena, gli fu subito antipatico. Ebbe un'idea: Aix-les-bains. Con il rapido delle sette, ogni sera, in poco più di due ore ci sarebbe arrivato. E poteva ripartire la mattina alle cinque con un letto comodissimo, dormire in treno, essere di nuovo a Torino verso le otto e mezzo... "scrive ancora Soldati. "O l'antipatia per Saint Vincent, e l'idea di Aix, erano solo un pretesto, sebbene lui ne fosse inconsapevole? Un pretesto per attraversare la valle di Susa, e passare da quel paese, di cui si era dimenticato il nome?"
É proprio durante uno di questi viaggi in treno che Eduardo ricorda il nome del paese, Bussoleno, di cui era originaria Brighi, il suo amore impossibile; e scopre - interrogando semplicemente un impiegato delle ferrovie - l'amara verità. La storia infelice della ragazza, fino alla morte prematura. Quanto al gioco d'azzardo e allo chemin, di cui Eduardo era appassionato, invece, non apprendiamo altro.
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