Ammetto dunque, s'intende anche per esperienza, che le cose possano finire assai amaramente, nel gioco. Come sapete, non condivido l'enfasi di quanti - un po' ipocritamente, ma spesso anche in buona fede - ritengono che il gioco possa rivelarsi un vizio distruttivo. Milioni di parole sono stati spese per mettervi in guardia. Ma mi sembra corretto, a fronte dei miei dieci comandamenti, citare una tabella pubblicata il 10 aprile 1994 su un importante quotidiano, anch'essa in dieci punti, a proposito dei sintomi che vi possono permettere di stabilire se siete vittime di una micidiale malattia da gioco:
1) Frequente preoccupazione per il gioco.
2) Abitudine a giocare più denaro di quello preventivato o per periodi più lunghi di quelli ipotizzati.
3) Bisogno di aumentare entità e frequenza delle scommesse per raggiungere l'eccitamento desiderato.
4) Irrequietezza o irritabilità se il soggetto è impossibilitato a giocare.
5) Ripetute perdite di denaro e ritorni al gioco per tentare la rivincita.
6) Molti tentativi di ridurre o interrompere il gioco.
7) Tendenza a sacrificare al gioco importanti attività sociali o lavorative.
8) Persistenza nel gioco nonostante i debiti o altri significativi problemi sociali, lavorativi o legali legati alle carte.
9) Abitudine a giocare anche quando ci si aspetta che il soggetto assuma obblighi sociali o professionali.
10) Preoccupazione per il denaro da giocare.
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