Lo hanno capito bene gli americani, da molto tempo, inventando via via a Las Vegas e ad Atlantic City un nuovo modo di giocare, da proporre, da vendere a decine di milioni di appassionati. Hanno inventato lo stile Disneyworld del gioco, con un'offerta fantastica, e mescolata sapientemente, di sogni miliardari, spettacoli fantastici, alberghi e ristoranti a prezzi modici. Non disdegnano di pelare fino in fondo i pochi grandi giocatori in grado di perdere milioni di dollari. Ma hanno capito che prelevare anche solo cinquanta dollari per volta dalle tasche di milioni di clienti è un business che vale molto di più.
In principio, bella storia dei casinò, era tutto diverso.
Prima di Blanc, il gioco d'azzardo si svolgeva nelle corti reali e dei nobili, in circoli d'ogni genere, in case private, in bische popolari e malfamate. Non è Blanc, un finanziere parigino, un avventuriero di astuto ingegno, a inventare le case da gioco, ma è certamente il primo a capire - nella seconda metà dell'Ottocento - l'importanza dell'affare. Il suo primo trionfo è a Bad Homburg, in Germania. Di famiglia umile, Blanc era stato costretto a uscire precipitosamente dalla Francia perchè coinvolto in un brutto scandalo di Borsa. Aveva trovato un sistema per ottenere in anticipo le informazioni giuste. A Bad Homburg si impossessa del centro termale e della casa da gioco e in breve tempo la fa diventare la prima e più ambita in Europa. Era un uomo pieno di ingegno e di coraggio. Quando il governo prussiano vieta il gioco d'azzardo, deve addirittura intervenire l'esercito, per riuscire a farlo sloggiare.
La fama di Blanc è diventata internazionale. Il principe di Monaco, Carlo III Grimaldi, lo chiama a Montecarlo, allora un paesotto di capre, senza strade nè ferrovie. Il principe e il biscazziere sono ambiziosi. Capiscono che un grande casinò può diventare la leva del successo.
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